Tra le buone notizie in Provincia di Trento per le iniziative a favore della famiglia, è senz'altro importante aggiungere l'approvazione, da parte della giunta provinciale di Trento, del Documento di interventi
di politica del lavoro per il triennio 2011-2013.
All'interno del documento sono previsti ben trentuno tipi di interventi, tra i quali si trovano anche l'aiuto economico per i padri che scelgono di prendere il congedo parentale per figli inferiori agli otto anni e l'incentivo dato alle aziende per favorire e sostenere lo sviluppo di carriera delle donne.
In particolare si precisa nella seconda parte del documento (Capo IV, punto C, co. 15):
Ai padri che chiedono il congedo parentale, in alternativa alla madre
lavoratrice, è riconosciuto il sostegno economico pari al 30% della
retribuzione entro il massimale di € 900 per un massimo di quattro mesi;
il sostegno economico è aumentato al 40% nel caso di richiesta del
congedo parentale a partire dal 7° mese.
Nel testo viene inoltre sottolineato che al fine di favorire "l’inserimento delle donne in
mansioni di elevato contenuto professionale o in livelli di
responsabilità dove risultano sottorappresentate", vengono sostenute le seguenti azioni (Capo IV, punto C, co. 12):
L’Agenzia del Lavoro può:
- concedere contributi per ogni assunzione con contratto a tempo
indeterminato, o, in caso di qualifiche dirigenziali, a tempo
determinato per almeno 8 mesi se a tempo pieno, e per almeno 12 mesi se
part-time (minimo 20 ore settimanali), di disoccupate in:
- mansioni di elevato contenuto professionale, individuate con
riferimento ai primi 3 gruppi professionali della codifica ISTAT delle
professioni, per un importo annuo fino a € 2.600 per due anni;
- livelli di responsabilità in cui le donne sono sottorappresentate
individuati in base al contratto collettivo di riferimento e calcolate
rispetto alla distribuzione dell’organico aziendale per un importo annuo
fino a € 4.000 per due anni;
- attivare tirocini a carattere formativo della durata massima di 6 mesi a supporto del punto 1);
- concedere contributi per un importo fino a € 2.600 euro per due
anni, per la progressione di carriera del personale femminile dipendente
con contratto a tempo indeterminato in livelli in cui le donne
risultano sottorappresentate;
- attivare corsi di formazione professionale che si rendessero
necessari per attuare il processo riorganizzativo, o finalizzati alla
progressione di carriera del personale femminile.
I contributi sono erogati ai sensi ai sensi del Regolamento CE
n.1998/2006 (de minimis) e non possono essere superiori a € 25.000 per
il medesimo progetto.
I contributi non sono cumulabili con agevolazioni previste dalla normativa nazionale e provinciale per il medesimo progetto.
Riferimenti normativi